Se stai pensando di installare un impianto fotovoltaico, una delle prime domande che potresti porti è: meglio un impianto elettrico monofase o trifase? La risposta dipende da diversi fattori, in primis i tuoi consumi energetici e il tipo di fornitura elettrica di cui già disponi nella tua abitazione o edificio.
In questo articolo, ti guideremo alla scoperta delle differenze tra monofase e trifase, dei vantaggi di ciascuna soluzione e di come fare la scelta giusta per ottimizzare il tuo investimento in un impianto fotovoltaico. E se sei ancora in dubbio, niente paura: i nostri esperti sono qui per aiutarti a trovare la configurazione più adatta alle tue esigenze.
Impianto monofase: la scelta più comune
L’impianto elettrico monofase è quello più diffuso nelle abitazioni italiane. È la configurazione standard per la maggior parte delle utenze domestiche e si adatta perfettamente a chi ha consumi energetici regolari, senza grandi picchi di assorbimento.
Perché è così diffuso?
- Perfetto per abitazioni con consumi fino a 6 kW: un impianto monofase riesce a gestire senza problemi i consumi tipici di una famiglia media, dove si usano elettrodomestici standard come lavatrice, lavastoviglie, forno, frigorifero, televisori e computer.
- Ideale per chi non ha dispositivi energivori: se in casa non hai pompe di calore ad alta potenza, climatizzatori molto potenti o una colonnina per la ricarica dell’auto elettrica, il monofase è spesso la scelta migliore.
In sintesi, il monofase è la soluzione perfetta per chi ha consumi “classici” e vuole installare un impianto fotovoltaico fino a una potenza compatibile con la propria utenza elettrica standard.
Impianto trifase: più potenza, più efficienza
Quando i consumi aumentano, il monofase può non bastare. In questi casi, entra in gioco l’impianto trifase, progettato per gestire carichi elettrici più elevati in modo stabile ed efficiente.
Quando conviene il trifase?
- Se hai una potenza contrattuale superiore a 6 kW, questo vale per abitazioni molto grandi, ville, abitazioni bifamiliari, o edifici con più unità abitative.
- Se hai pompe di calore o sistemi di climatizzazione avanzati, questi beneficiano di una distribuzione più stabile e bilanciata dell’energia.
- Se hai una colonnina per la ricarica di un’auto elettrica in corrente alternata (AC) ad alta potenza, come quelle da 11 o 22 kW, che funzionano in trifase. In questo caso, disporre di un impianto trifase è quasi indispensabile per sfruttare al meglio la potenza di ricarica e ridurre i tempi.
- Se vuoi evitare sbilanciamenti e sovraccarichi perché il trifase permette di “spalmare” il carico elettrico su tre linee (fasi), riducendo il rischio di sovraccarichi e migliorando l’efficienza, soprattutto in presenza di molte apparecchiature in funzione contemporaneamente.
In conclusione, il trifase è la scelta ideale per chi ha esigenze energetiche elevate o vuole prepararsi a un futuro sempre più elettrificato, con pompe di calore, sistemi di accumulo e mobilità elettrica.
Come sapere che impianto ho?
Se non sei sicuro di che tipo di impianto elettrico hai a casa, niente panico: la verifica è semplice.
Controlla il contatore: se il voltaggio indicato è 230V, significa che hai una fornitura monofase; se invece è 400V, la tua fornitura è trifase.
Un’altra indicazione utile è il numero di cavi che entrano nel quadro elettrico: nel trifase sono generalmente tre fasi + il neutro, mentre nel monofase trovi solo fase e neutro.
In alternativa, puoi consultare la tua bolletta elettrica: alcune compagnie indicano chiaramente la tipologia di fornitura e la potenza contrattuale.
Non sei sicuro? Ci pensiamo noi
Se dopo tutte queste verifiche hai ancora dubbi, nessun problema: il nostro team è a tua disposizione. Durante il sopralluogo o la consulenza iniziale, analizziamo il tuo impianto elettrico, i consumi e le esigenze future per offrirti la soluzione fotovoltaica più adatta.
Monofase o trifase per il fotovoltaico?
A questo punto potresti chiederti: ok, ho capito la differenza tra impianto monofase e trifase... ma in concreto, cosa cambia quando si parla di fotovoltaico?
La risposta sta principalmente nel modo in cui l’impianto viene progettato e collegato. Quando installi un impianto fotovoltaico, è fondamentale che l’inverter sia compatibile con il tipo di fornitura elettrica della tua casa. Se hai un impianto monofase, userai un inverter monofase; se hai un impianto trifase, servirà un inverter trifase oppure una configurazione con più inverter monofase, uno per ogni fase.
Un altro aspetto importante riguarda la distribuzione dell’energia. Nei sistemi trifase, l’energia prodotta può essere “spalmata” in modo più uniforme sulle tre linee elettriche, evitando sovraccarichi e migliorando l’efficienza complessiva. Questo è particolarmente utile se in casa hai più dispositivi energivori che lavorano contemporaneamente, come una pompa di calore, un forno elettrico e magari una colonnina di ricarica per l’auto.
Anche per chi vuole installare un sistema di accumulo – cioè una batteria per immagazzinare l’energia prodotta durante il giorno – ci sono vantaggi nel trifase. Entrambe le soluzioni funzionano bene, ma nei sistemi trifase si può sfruttare meglio l’accumulo, specialmente in abitazioni con consumi più articolati o impianti più potenti.